Banca Etica. Le richieste della società civile

Appello per il futuro di Banca Etica – Siamo amici e soci di Banca Etica, e in questi anni abbiamo sostenuto il progetto della Banca e ne abbiamo condiviso gli obiettivi e l’ispirazione. Crediamo in una finanza etica alternativa al sistema finanziario dominante. Una finanza etica fondata sulla partecipazione democratica, una finanza etica che sostiene progetti ed attività per una nuova economia, una finanza etica che non si compromette con i poteri economici e finanziari dominanti. Il percorso di Banca Etica è stato faticoso ed entusiasmante. Dopo 8 anni di avvio di quel percorso è importante che i valori che ne stavano alla base siano rilanciati e non siano dimenticati…

APPELLO PER IL FUTURO DI BANCA ETICA

Siamo amici e soci di Banca Etica, e in questi anni abbiamo sostenuto il progetto della Banca e ne abbiamo condiviso gli obiettivi e l’ispirazione.

Crediamo in una finanza etica alternativa al sistema finanziario dominante. Una finanza etica fondata sulla partecipazione democratica , una finanza etica che sostiene progetti ed attività per una nuova economia, una finanza etica che non si compromette con i poteri economici e finanziari dominanti.

Il percorso di Banca Etica è stato faticoso ed entusiasmante. Dopo 8 anni di avvio di quel percorso è importante che i valori che ne stavano alla base siano rilanciati e non siano dimenticati o ridotti a pura declamazione, o addirittura persi.

Ci aspettiamo una Banca Etica che promuove la partecipazione democratica dei suoi soci, che si rinnova in continuazione promuovendo il ricambio democratico dei suoi gruppi dirigenti, che finanzia progetti di qualità di un’economia solidale innovatrice, una Banca che è riconosciuta come un’alternativa al sistema finanziario dominante.

Ci aspettiamo una Banca Etica capace di sperimentare pratiche finanziarie realmente diverse e non semplicemente di umanizzare un sistema della finanza che riduce l’etica a marketing. Ci aspettiamo una Banca Etica che continui a puntare sulla pace, la solidarietà e la sostenibilità dello sviluppo. Ci aspettiamo una Banca Etica – autenticamente democratica e popolare – che parte dal basso.

Non ci aspettiamo una Banca Etica che parte dall’alto e che non alimenta un dibattito al suo interno tra i soci e i suoi gruppi locali o che demonizza i punti di vista differenti definendoli residuali, una Banca Etica troppo presa da dinamiche di potere e della sua conservazione per poter ascoltare la vera voce della sua base.

Ci preoccupa l’idea di una Banca Etica che si fa coinvolgere in iniziative con banche che finanziano la vendita delle armi o che – senza le necessarie prudenze – investa in modo speculativo in mercati azionari dalla assai dubbia eticità, guadagnando dalla privatizzazione di una previdenza di cui andrebbe difeso il carattere pubblico.

Temiamo di scoprire una Banca Etica che rischia di perdere – giorno dopo giorno – il suo carattere alternativo e di innovazione. O che usa i suoi soci e i suoi gruppi locali in una democrazia di facciata, senza coinvolgerli direttamente nelle decisioni.

In questi anni molte banche tradizionali hanno avviato operazioni (ovviamente da noi criticate) di finanza cosiddetta etica: fondi, partnership, investimenti ad hoc. Banca Etica, senza i suoi valori originari, rischia di vedere appannarsi la sua immagine all’esterno, di perdere il suo carattere di alterità, di farsi sorpassare da queste e future iniziative, di perdere quell’impatto dirompente che aveva caratterizzato i suoi albori. Il rischio è che diventi una Banca – solo un po’ più umana e corretta – come le altre.

Noi chiediamo che Banca Etica si apra ad una nuova stagione: quella dell’autentica partecipazione e del ricambio democratico dal basso che mette al centro i soci ed i gruppi locali, di un dibattito plurale e senza discriminazioni che dia spazio a punti di vista diversi , quella di una Banca che non rischia di rovinare la sua immagine facendo partnership con chi fa affari sulla vendita delle armi o speculando sui mercati azionari. Noi chiediamo rispetto per tutti i soci, per tutti i gruppi locali e per i loro rispettivi ed anche diversi punti di vista. Noi chiediamo che il prossimo Consiglio di Amministrazione si ispiri a questi valori e che apra una nuova stagione favorendo nuovi processi di partecipazione e di inclusione e di rinnovamento politico, culturale e gestionale della Banca.

Noi soci, simpatizzanti, amici del progetto Banca Etica chiediamo a coloro che si candideranno al prossimo Consiglio d’Amministrazione di prendere impegni precisi rispetto ai seguenti aspetti:
– promuovere con pazienza la massima partecipazione di soci e clienti, attuando un deciso ed effettivol decentramento decisionale e favorendo l’eventuale ricambio manageriale;
– rompere i rapporti con tutti i partner che siano – a qualunque titolo – coinvolti con le attività di commercio e produzione di armi e in altre attività dannose per la salute e l’ambiente;
– utilizzare i fondi raccolti attraverso fondi comuni di investimento e fondi pensione in investimenti locali e responsabili, non soltanto – come oggi accade – verso titoli collocati in borsa, che sono troppo pochi, non bisognosi di capitali perchè già in grado di procurarsene, sganciati dai territori;
– garantire che di ogni progetto finanziato dalla Banca venga svolta – e sia centrale nel processo di valutazione – l’analisi sociale ed ambientale, oggi realizzata solo per una quota dei prestiti concessi.

Crediamo che – nella complessità della gestione di un operatore finanziario etico – questi quattro punti debbano costituire i capisaldi dell’azione, le colonne portanti di ogni scelta strategica. Siamo disponibili ad ogni forma di aiuto e confronto sia necessaria per sostenere il progetto di Banca Etica e per rimarcarne la differenza rispetto alle tante operazioni di maquillage aziendale che sono in corso nel mercato finanziario.

Banca Popolare Etica è un progetto straordinario che merita di continuare a raccogliere convinte adesioni di migliaia di cittadini e istituzioni: vanno cercate e trovate tutte le soluzioni per mantenerne intatta la forza e lo spirito originario. A partire dall’assemblea del prossimo 26 maggio.

PROMOTORI: ORNELLA DE ZORDO – ANDREA FERRANTE – MARCO GALLICANI – PAUL GINSBORG – GIULIO MARCON – ALESSANDRO MESSINA – RICCARDO PETRELLA – ALESSANDRO SANTORO – PIERLUIGI SULLO – ANTONIO VERMIGLI

Per adesioni info@finansol.it – Info: http://www.finansol.it/?p=308

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