Assemblea Mondiale dei cittadini e degli eletti dell’Acqua: comunicato conclusivo


Assemblea Mondiale dei cittadini e degli eletti dell’Acqua: comunicato conclusivo

Si e’ tenuta a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo l’Assemblea Mondiale dei Cittadini e degli Eletti per l’Acqua, iniziata domenica 18 marzo e conclusa il 20 marzo. Grande l’entusiasmo del Comitato internazionale organizzatore per i 650 partecipanti tra parlamentari, sindaci, amministratori locali, rappresentanti delle imprese pubbliche dell’acqua, responsabili dei sindacati della funzione pubblica e cittadini impegnati nei movimenti in difesa dell’acqua provenienti dall’Africa, dall’America latina, dall’America del Nord, dall’Asia e dall’Europa.

Nella sessione conclusiva è stata approvata una lettera da inviare a tutti i Capi di Stato e di Governo del mondo, tutti i Presidenti dei Parlamenti nazionali, del Parlamento Europeo, del Parlamento Panafricano, del Parlatino (America latina) e  i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con impegni e richieste concrete.

Nella lettera – di cui riportiamo alcuni stralci – fra l’altro si legge: "Siamo convinti che non c’è nessuna inevitabilità all’attuale crisi dell’acqua nel mondo e al fatto che 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 2,6 miliardi non beneficiano di nessun servizio igienico-sanitario.

Di fronte a questa situazione sono stati assunti i seguenti impegni prioritari:

far riconoscere l’accesso all’acqua come diritto umano universale,  in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo (il 10 dicembre 2008)  da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Questo impegno è stato assunto dai Ministri presenti all’assemblea rappresentanti del governo italiano e boliviano; 

contrastare le decisioni dei governi che perseguono l’inserimento dei servizi idrici fra quelli oggetto di negoziati per la loro liberalizzazione nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

rinforzare il ruolo delle imprese pubbliche dell’acqua favorendo la creazione di consorzi e la cooperazione fra loro a livello dei bacini naturali;

realizzare una grande mobilitazione in favore di programmi di partenariato Pubblico-Pubblico fra le collettività locali Nord/Sud, Sud/Sud e Nord/Nord; 

opporsi all’operato dei poteri pubblici che tendono a far dipendere sempre di più il finanziamento degli investimenti in infrastrutture e servizi pubblici da capitali privati in una logica strettamente  finanziaria e speculativa.

Ci siamo pertanto impegnati a richiedere la creazione di una Commissione d’inchiesta sui Fondi d’Investimento internazionale specializzati nell’acqua (…);

rafforzare tutti gli impegni dei “Portatori d’acqua” a livello delle scuole, delle comunità e degli Enti locali, dei singoli cittadini.

In particolare chiediamo di:

aderire all’iniziativa per il riconoscimento dell’acqua come diritto umano introducendo questo principio nelle Carte Costituzionali dei singoli paesi ai diversi livelli territoriali, e contemporaneamente formalizzare lo Statuto dell’acqua come bene comune pubblico;

prendere le disposizioni necessarie  affinché le istituzioni pubbliche non debbano più far ricorso ai mercati di capitale privato per il finanziamento degli investimenti pubblici;

istituire come Nazioni Unite un’Agenzia Mondiale dell’Acqua a tutela delle capacità autonome delle comunità locali di governare le risorse idriche nell’interesse delle popolazioni, delle generazioni future e degli ecosistemi naturali;    

assumere, di conseguenza, la diretta responsabilità dei Forum Mondiali dell’Acqua, oggi esercitata in modo non legittimo e ingiustificato da un’organizzazione privata sotto il controllo e l’influenza delle imprese multinazionale dell’acqua che è il Consiglio Mondiale dell’acqua.

Noi non abbiamo nessun diritto di impedire a più di due miliardi di persone, in maggioranza donne e bambini, il diritto a una vita umana e dignitosa. L’acqua è pace, e deve essere fonte di futuro condiviso e partecipato".

www.amece.net www.contrattoacqua.it

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