29-03-2007 – Sbilanciamoci: “Marcia indietro del Governo sulle rendite finanziarie”

La campagna Sbilanciamoci! condanna la proposta di stralcio dell’aliquota unica al 20% nella riforma della tassazione delle rendite finanziarie, annunciato ieri dal Vice Ministro Visco in Commissione Finanze della Camera dei deputati che sta esaminando il Disegno di Legge Delega sulla riforma delle rendite finanziarie e del catasto. L’unificazione delle rendite finanziarie avrebbe rappresentato una priorità di politica fiscale per un semplice principio di giustizia ed equità.

Sbilanciamoci condanna la riduzione dal 20 al 12,5% della tassazione delle rendite finanziarie

La campagna Sbilanciamoci! condanna la proposta di stralcio dell’aliquota unica al 20% nella riforma della tassazione delle rendite finanziarie, annunciato ieri dal Vice Ministro Visco in Commissione Finanze della Camera dei deputati che sta esaminando il Disegno di Legge Delega sulla riforma delle rendite finanziarie e del catasto.

Oggi gli interessi sui depositi bancari vengono tassati al 27%, mentre gli interessi sulle obbligazioni, le plusvalenze e i rendimenti delle gestioni individuali e collettive subiscono un prelievo di appena il 12,5%. Questo implica la creazione di fenomeni profondamente ingiusti. Milioni di euro di guadagni realizzati con la vendita di azioni dai grossi personaggi della finanza o dai ricchi immobiliaristi sono di fatto quasi detassati, mentre la tassazione è ancora molto alta sui risparmi che gli italiani hanno depositati nelle banche.

L’unificazione delle rendite finanziarie avrebbe rappresentato una priorità di politica fiscale per un semplice principio di giustizia ed equità.

Esso rappresenta altresì un meccanismo realmente redistributivo di incremento del gettito (va infatti a colpire fondamentalmente i grandi capitali finanziari). Nel caso specifico crediamo sarebbe stata una scelta giusta quella di finanziare gli sgravi sull’Ici per la prima casa e la detrazione Irpef sugli affitti attraverso l’abolizione di una situazione di palese regressività fiscale.

Dietro motivazioni tecniche si cela una decisione politica che fa fare un passo indietro ai provvedimenti già previsti in finanziaria. E’ una decisione grave che fa fare un passo indietro ai principi –ancora insufficienti in Italia- di equità e giustizia fiscale. In questo modo un lavoratore di un call center continuerà a pagare in termini percentuali molto di più di quello che pagano speculatori, affaristi e immobiliaristi. E’ un favore al mondo finanziario e delle rendite.

Secondo Sbilanciamoci! l’armonizzazione si sarebbe potuta fare anche ad un livello più alto, al 23%, restando in linea con la tassazione in altri paesi europei e non rischiando quindi fughe di capitale.

Chiediamo al parlamento di ripristinare la tassazione al 20% delle rendite per un principio di giustizia ed equità fiscale.

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