17 marzo, Roma: sit-in contro le proposte dell’UE su OCM Vino e PAC


Manifestazione Nazionale a Roma

Sabato 17 marzo 2007
dalle 10:00 alle 13:30
Appuntamento in P.zza Montecitorio  sit-in con aperitivo critico

Promosso da:   Connettivo terra TERRA – vignaioli Critical Wine – Associazione Crocevia

Per un’agricoltura contadina e senza OGM contro la politica della UE che favorisce l’agroindustria e declassa il cibo ed il vino a semplice merce

PERCHE’ LA TERRA NON E’ UN SUPERMERCATO E IL CIBO NON E’ UNA MERCE

MONOPOLIO DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE SUL SISTEMA ALIMENTARE

Nei prossimi anni, solo 4 o 5 grandi catene di generi alimentari si aggiudicheranno la leadership globale, un potere immenso che ne fa ormai l’unica porta di accesso dei consumatori al cibo e l’unica porta di accesso dei produttori ai consumatori. Ma ci propongono un’alimentazione sempre più povera di sostanze nutritive, che comporta inoltre gravi rischi per la nostra salute, oltre ad aver ridotto notevolmente la biodiversità. Il modello di produzione agroindutriale che esigono infatti, imponendo prezzi e tipologie di prodotti da coltivare, contribuisce in maniera pesante a distruggere l’equilibrio necessario per la sopravvivenza del pianeta.

Impoverimento rurale e moria di aziende agricole

In Italia il 10% circa delle famiglie che vivono dei frutti della terra si trova al di sotto della soglia assoluta di povertà. Continua la moria di aziende agricole, e si no ad oggi le scelte politiche non hanno assolutamente privilegiato il mondo contadino, anzi. Le autorità infieriscono…

OCM Vino E PAC

La Commissione Europea si appresta oggi ad estirpare 400.000 Ettari di vigneti, ed a ridurre il vino ad una semplice bevanda cambiando radicalmente la stessa definizione di "Vino". La normativa proposta omologa il gusto, separando totalmente il vino dal suo territorio, e, cosa ancor più grave, dalla tradizione agricola affinchè i vini più "venduti" si possano produrre ovunque. Liberalizza le pratiche enologiche ammettendo l’uso di trucioli o di agenti chimici di vario genere per dare il sapore del legno, ridurre l’acidità, addolcire, aumentare o diminuire la gradazione alcolica…

La Politica Agricola Comunitaria, che rappresenta ben 85% della spesa globale dell’Unione Europea, determina da anni ormai tutta la nostra alimentazione eppure viene elaborata con le lobby, senza nessuna consultazione democratica. Ha già causato dei danni irreparabili al mondo agricolo intervenendo in maniera massiccia a favore dell’agroindustria e a discapito dell’agricoltura contadina.

Proscrizione delle sementi contadine e liberalizzazione degli OGM

Il Parlamento Europeo intende ammetter una contaminazione da OGM dello 0,9% per i prodotti biologici, e consentire alle multinazionali sementiere di autocertificare la presenza di OGM. Inoltre, la pratica di reimpiego dei semi è sempre stata alla base dell’agricoltura, oggi invece esistono istituzioni che identificano, regolamentano e classificano i semi, ed è vietato usare i propri semi se non sono riconosciuti dall’istituzione, così come è vietato lo scambio di semi tra contadini…

UN MODELLO DI PRODUZIONE DETTATO DALL’AGROINDUSTRIA

L’orientamento politico del nostro Ministro dell’Agricoltura: "promozione e sostegno delle esportazioni sui mercati esteri, accrescere la dimensione delle imprese del settore favorendo i processi di concentrazione cooperativa e societaria e l’accorpamento fondiario …" E’ evidente che queste nuove norme vedono come esecutori il parlamento europeo e quello italiano ma i mandanti siedono al tavolo della confindustria.

MA IL CIBO NON è una merce!

Chi lavora la terra e produce cibo deve poter essere protagonista della filiera, crediamo nella filiera corta e nell’alleanza tra lavoratori delle campagne e lavoratori delle città, nella trasparenza dei processi e del prezzo, nei sistemi di produzione e consumo locali, nel rapporto con la terra quale fondamento di una società che la rispetti.

Quello che è in gioco è ciò che ingeriamo giorno per giorno, l’agricoltura è la prima tra le attivià umane e non si può "esternalizzare" o delegare alle fabbriche di merendine, mentre ci concentriamo sul settore terziario. Anche le decisioni relative al settore agricolo devono essere partecipate. Sono necessari altri modelli di pensiero, d’agricoltura e di mercato.

Vogliamo unirci per organizzare il rifiuto del modello neoliberista che vuole l’agricoltura industriale e monocolturale della UE da una parte e un’elitaria produzione dei cosiddetti prodotti tipici dall’altra, quali facce della stessa medaglia. Vogliamo mantenere e ridisegnare un circuito virtuoso tra qualità della produzione, qualità del prodotto e qualità delle relazioni sociali.

Vogliamo un’agricoltura contadina

Per info: TERRATERRA , Associazione Crocevia

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