07-03-2007 – Le pari opportunità in Italia e nelle regioni

Comunicato Stampa:
Le pari opportunità in Italia e nelle regioni

Quello delle pari opportunità è uno dei temi rispetto ai quali l’Italia si colloca a livello internazionale in una situazione quasi imbarazzante. Secondo il GEI (Gender Equity Index) sviluppato da Social Watch, un indice di emancipazione femminile che considera le disuguaglianze di genere per tre dimensioni fondamentali: la condizione economica, il potere politico ed economico e l’accesso all’istruzione siamo addirittura al 72° posto.

Solo da poche settimane l’Istat ha presentato per la prima volta un’indagine interamente dedicata alla violenza contro le donne da cui emerge che una donna su tre è stata vittima di violenza fisica o sessuale e il 5,4% lo è stato nell’ultimo anno. In oltre il 90% dei casi la violenza non è denunciata

La questione di genere resta quindi uno dei temi su cui c’è ancora molto da lavorare nel nostro paese, dove scarsi sono il potere politico e quello economico attribuiti alle donne, e dove i servizi per garantire pari opportunità sono ancora insufficienti

La campagna Sbilanciamoci! ha elaborato un Indice di Pari Opportunità per confrontare le regioni italiane rispetto al ruolo delle donne nell’economia e nella politica nonché rispetto ai servizi che vengono offerti per favorire una maggiore emancipazione.

L’indice è normalmente utilizzato per calcolare il QUARS, l’indice di Qualità Regionale dello Sviluppo che Sbilanciamoci! calcola da diversi anni e che sarà presentato a maggio 2007.

In occasione dell’8 marzo e della presentazione internazionale del GEI da parte di Social Watch, anticipiamo i risultato per il 2007 dell’Indice di Pari Opportunità

Per confrontare la realizzazione delle pari opportunità tra le regioni italiane Sbilanciamoci! considera quattro dimensioni diverse: la partecipazione delle donne all’attività politica a quella economica e il sostegno alle pari opportunità e all’autodeterminazione della donna garantito dallo Stato. Va fatto notare come non vengano prodotti indicatori regionali sulla differenza di reddito tra uomini e donne direttamente fruibili.

La partecipazione delle donne all’attività politica è misurata attraverso la quota di donne presenti nei consigli regionali. I risultati mostrano chiaramente l’esclusione, in alcuni casi pressoché totale, delle donne dalle decisioni politiche. Il risultato migliore lo troviamo in Toscana, dove un quarto dei consiglieri sono donne. Molto più in basso troviamo Umbria, Lazio, Abruzzo e Marche con circa un sesto del Consiglio composto da donne. Se questi dati non sono certamente confortanti, diventano preoccupanti quelli relativi a Sicilia e Calabria che si assestano al 4%. Chiude la classifica la Puglia con solamente il 2,8% di donne in consiglio, ovvero due donne.

La partecipazione alla vita economica è valutata dalla differenza tra il tasso di attività femminile e quello maschile. Questo valore sembra dipendere soprattutto da fattori geografici: le differenze più grandi tra tasso d’attività maschile e femminile si osservano infatti nelle regioni meridionali. In nessuna regione la differenza scende sotto il 15%, fino ai picchi di Sicilia, Puglia e Campania dove la differenza sale oltre il 30%

Dal punto di vista del sostegno alle pari opportunità e all’autodeterminazione della donna da parte dello Stato prendiamo invece in considerazione la disponibilità di asili nido comunali – un servizio assolutamente necessario a garantire il percorso professionale delle donne – e la diffusione di consultori familiari sul territorio nazionale. La legge 34 del 1996 prevede un consultorio ogni 20mila abitanti, sono poche (7) le regioni che hanno raggiunto questo obiettivo.

Differenze molto significative tra le regioni esistono riguardo al numero di posti disponibili in asili nido comunali. Anche in questo caso si osserva una divisione netta tra il nord e il sud del paese. L’Emilia Romagna ha il numero di asili nido più alto d’Italia con oltre 23 posti ogni 100 bambini tra gli 0 e i 2 anni. Al secondo posto la Lombardia – che offre quasi 20 posti per 100 bambini – e poi tutte le altre regioni a seguire fino ad arrivare agli 0,4 posti della Calabria, un servizio praticamente inesistente. Questa realtà incide fortemente sulla partecipazione al mercato del lavoro da parte delle donne. Laddove si rilevi un’assenza totale del servizio, le donne non hanno quel supporto necessario per poter decidere serenamente di entrare nel mondo del lavoro.

Nel complesso le cose vanno meglio in Toscana e Valle d’Aosta, mentre le ultime posizioni sono tutte occupate dalle regioni meridionali. Puglia, Campania e Calabria sono le zone dove la questione delle pari opportunità ha urgente bisogno di un cambiamento profondo.

Regione

Partecipazione al mercato del lavoro (1)

Partecipazione politica (2)

Consultori (3)

Asili nido (4)

Indice di Pari Opportunità (5)

1

Valle d’Aosta

16.48
11.42
2.80
11.60
1.84
2
Toscana
19.41
26.15
1.30
14.90
1.50
3
Emilia-Romagna
16.53
14.00
1.10
23.80
1.42
4
Umbria
21.10
16.67
0.80
11.70
0.63
5
Liguria
21.26
15.00
1.20
9.70
0.63
6
Piemonte
19.11
12.90
1.00
12.20
0.59
7
Marche
20.26
17.50
0.50
11.60
0.54
8
Lombardia
20.51
15.00
0.60
19.90
0.31
9
Lazio
21.22
15.49
0.60
9.50
0.21
10

Friuli-Venezia Giulia

18.03
13.33
0.50
10.50
0.16
11

Trentino-Alto Adige

20.22
17.14
0.30
8.90
0.10
12
Abruzzo
25.16
15.00
1.20
4.1*
-0.01
13
Veneto
22.80
10.00
0.70
13.40
-0.21
14
Basilicata
29.29
10.00
1.20
5.10
-0.42
15
Sardegna
28.62
9.41
0.90
6.4*
-0.50
16
Molise
28.48
6.66
0.40
2.50
-1.20
17
Sicilia
32.33
4.49
0.70
4.7*
-1.22
18
Calabria
27.66
2.00
0.70
1.9*
-1.31
19
Campania
32.70
5.00
0.60
2.2*
-1.46
20
Puglia
35.72
2.86
0.80
0.40
-1.58

(1) differenza percentuale tra il tasso di partecipazione al mercato del lavoro degli uomini delle donne, un valore elevato concorre negativamente alla valutazione complessiva

(2) percentuale di consigliere regionali sul totale dei consiglieri

(3) numero di consultori ogni 20.000 abitanti

(4) posti per 100 bambini tra 0 e 2 anni

(5) valori positivi rappresentano risultati al di sopra della media, viceversa per quelli negativi

* dati del 2000

Per informazioni:
Campagna Sbilanciamoci! www.sbilanciamoci.org c/o Lunaria tel. 068841880
Elisabetta Segre
segre@sbilanciamoci.org
Tommaso Rondinella
rondinella@sbilanciamoci.org

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