Microcredito, Global Summit – Halifax 12-15 Novembre


92 milioni di clienti, l’83% sono donne
Berrini, CreSud: "Solo puntando sulle reti locali il credito al Sud può generare sviluppo"

Dal 12 al 15 novembre prossimi si terrà ad Halifax, in Canada, il Microcredit Global Summit, al quale parteciperanno, tra capi di stato, rappresentanti istituzionali e soggetti attivi nel microcredito, circa 3000 delegati provenienti da più di 100 diversi paesi. Il Summit sarà l’occasione per discutere i progressi raggiunti e stabilire nuovi obiettivi per il 2015. Al vertice saranno presenti fra gli altri Muhammad Yunus, Nobel per la pace e fondatore della Grameen Bank, la regina Sofia di Spagna, il presidente dell’Honduras, i primi ministri di Pakistan, Sri Lanka e Uruguay, e moltissimi esponenti di organizzazioni grandi e piccole di microfinanza dei due emisferi del pianeta.

Il precedente vertice di Washington del 1997, il primo summit globale sul tema, si era posto il traguardo di raggiungere con il microcredito 100 milioni di famiglie entro la fine del 2005.

Alla fine del 2004 i dati di 3164 enti di microcredito riportavano la seguente situazione: 92 milioni di clienti, di cui 66 milioni poverissimi e l’83% donne. I dati del 2005 saranno resi noti ad Halifax, quando verranno lanciati i due nuovi obiettivi per il 2015: raggiungere 175 milioni di famiglie, con particolare riguardo alle donne; migliorare le condizioni di vita di 100 milioni delle famiglie più povere spostando il loro reddito sopra la soglia di un dollaro al giorno.

In Italia il risparmio etico è in crescita ed ammonta a circa 400 milioni di euro. Di questi però solo 10 sono finalizzati a progetti d’impresa nel Sud del mondo, il resto rimane entro i confini nazionali. Sfiducia nella cooperazione allo sviluppo? Secondo Andrea Berrini, presidente di CreSud, finanziaria che da anni opera con successo in partnership con le Micro Finance Institutions dei paesi poveri, gli spazi di crescita ci sono, a patto di aggiustare il tiro: "Come vedremo ad Halifax, in molte nazioni dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina esistono reti di organizzazioni piccole e medie capaci di generare lavoro per milioni di persone secondo modelli ispirati ad un’economia solidale. È su queste reti che a noi piace puntare, valorizzando le energie locali e ponendoci al loro servizio. L’obiettivo di CreSud è dunque quello di mettere a disposizione di progetti nati al Sud le risorse finanziarie dei paesi più ricchi. Prestiti a condizioni eque, non doni, per instaurare relazioni di parità".

A questo scopo CreSud ha già lanciato sul mercato con notevole successo delle obbligazioni etiche, e presenterà in occasione del summit il nuovo pacchetto di servizi Diapason, indirizzato soprattutto ad enti locali, istituzioni, fondazioni e organizzazioni non profit interessate a sostenere il microcredito nel Sud del mondo. Con Diapason, CreSud si propone come intermediario fra le MFI del Sud e gli enti del Nord, con l’obiettivo di finanziare progetti solidi e ben documentati, a partire dalla definizione di un preciso quadro di garanzie che pone in sicurezza la somma erogata.

Strategia ben diversa da quella seguita finora a livello di intervento pubblico: "Nelle istituzioni purtroppo non riscontriamo ancora un deciso interesse a coniugare microcredito e cooperazione – afferma Marco Gallicani, direttore dell’Associazione Finanza Etica e animatore di Finansol, il primo blog della finanza etica italiana, così gli investimenti nei paesi poveri vengono lasciati all’iniziativa dei grandi gruppi bancari, che puntano ad allargare la base dei bancabili per poterne penetrare i mercati".

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