Il Nobel per la Pace al banchiere dei poveri

Il 12 Ottobre scorso l’Accademia di Stoccolma ha conferito il prestigioso riconoscimento a Muhammad Yunus e ai suoi collaboratori della Grameen Bank "per i loro sforzi di creare sviluppo economico e sociale dal basso". L’economista del Bangladesh, osserva l’Accademia, "ha dimostrato che anche i piu’ poveri fra i poveri possono lavorare per portare avanti il proprio sviluppo".

Il 12 Ottobre scorso l’Accademia di Stoccolma ha conferito il prestigioso riconoscimento a Muhammad Yunus e ai suoi collaboratori della Grameen Bank "per i loro sforzi di creare sviluppo economico e sociale dal basso". L’economista del Bangladesh, osserva l’Accademia, "ha dimostrato che anche i piu’ poveri fra i poveri possono lavorare per portare avanti il proprio sviluppo". Yunus ha tradotto infatti le sue concezioni economiche in azione pratica, con la fondazione della Grameen Bank, una banca rurale destinata a erogare piccoli crediti a persone che – essendo prive di garanzie economiche – non avrebbero mai potuto accedere al credito erogato dalla normali banche.

Nell’arco di trent’anni, la Grameen Bank ha permesso, con prestiti da 25 a 100 dollari, a 12 milioni di persone di molti Paesi del Sud del mondo di creare piccole attività autonome, consentendo loro di uscire dalla povertà. Altrettanto importante è lo stimolo esercitato da questa banca sullo sviluppo sociale, grazie alla particolare attenzione rivolta alla concessione di microcrediti alle donne, in società che tradizionalmente tendono a sminuirne il ruolo sociale ed economico.

Uno straordinario risultato, dovuto forse anche al clamore mediatico dell’anno dell’Onu per il Microcredito: il credito è un diritto umano, uno strumento di emersione dalla povertà estrema. Nelle motivazioni del Premio si legge, infatti: "una pace stabile e duratura non può essere ottenuta senza che grandi masse di popolazione escano dallo stato di indigenza in cui versano". Uno degli strumenti per ottenere questo risultato è quello del microcredito.

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