NESSUN FUORI PROGRAMMA

di Giulio Marcon

Il 1° settembre scorso il Consiglio dei Ministri ha discusso le linee guida della prossima legge finanziaria: 30 miliardi di cui la maggior parte tagli alla spesa sociale: sanità, pensioni, enti locali. Poche risorse per il rilancio dell’economia, nessun investimento nell’istruzione, nella ricerca, nel welfare. Ancora fumose le proposte sulla politica fiscale: si sta discutendo sull’armonizzazione della tassazione delle rendite al 20% e di una possibile reintroduzione della tassa di successione. Su questo, ancora molte parole, ma nessun fatto.

Si tratta di una manovra finanziaria preoccupante e che contraddice lo stesso programma con cui l’Unione ha vinto le elezioni.

Il rischio è che si seguano sempre le stesse ricette: tagli e non riforme, contenimento delle spese (magari di quelle utili e socialmente importanti) e scarsi investimenti. Il giudizio che sbilanciamoci! ha dato su queste linee guida della prossima legge finanziaria è negativo. Lo abbiamo ricordato allo scorso Forum di Bari: ben altre sarebbero le misure da proporre ed intraprendere. Nel nostro documento –che compare qui, sul sito- ne abbiamo elencate ben 67. Il Ministro Paolo Ferrero ha detto a Bari che le avrebbe inviate agli altri ministri.

Vedremo se ci saranno cambiamenti nell’impostazione alla finanziaria. Fino alla fine di questo mese (quando il governo presenterà il testo ufficiale) e poi nei mesi successivi quando la finanziaria andrà in Parlamento, continueremo a mobilitarci perché la proposta di legge finanziaria cambi. Anche per questo abbiamo lanciato la petizione “NessunFuoriProgramma” che invita Prodi e l’Unione a rispettare il programma con il quale hanno vinto le elezioni: un programma che non era di tagli alla spesa sociale, ma di rilancio dell’economia, di promozione del welfare, di tutela dell’ambiente.

Una finanziaria così è francamente indigesta. Va cambiata. La manovra va pensata in due anni, per permettere di far maturare le entrate fiscali derivanti dalla lotta all’evasione (che in questi mesi ha dato i suoi primi risultati grazie ai buoni provvedimenti del Viceministro Visco) e dalle misure di giustizia fiscale che speriamo potranno essere presto introdotte.

E poi servono misure concrete –che spesso non costano molto- di riorientamento della nostra economia verso la qualità, la sostenibilità e i diritti. Meno incentivi alla rottamazione delle macchine e più pannelli fotovoltaici, meno spese militari e più risorse per la cooperazione allo sviluppo, meno bonus bebè e più asili nido, meno TAV e Ponti sullo Stretto e più riassetto idrogeologico del territorio, meno (anzi, niente) soldi alle scuole private e più soldi alle Università e alla scuola pubblica.
E’ questo il nostro programma minimo (con tante altre misure contenute nel documento dei 67 punti), realistico e sostenibile che vi invitiamo a sostenere per la prossima finanziaria. Anche firmando e inviando la petizione per una finanziaria diversa.

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