Giustizia Fiscale Welfare e Cittadinanza

Il 58% degli italiani ritiene necessarie le tasse per avere garantiti più servizi. E’ quanto emerge dall’indagine "Giustizia Fiscale, Welfare e Cittadinanza" presentata dalla campagna Sbilanciamoci! e dall’associazione Nuovo Welfare. Il 92% ritiene giusto il fatto che le tasse siano progressive eil 74% riconosce il valore del fisco come strumento necessario per far funzionare il sistema paese.

"GIUSTIZIA FISCALE, WELFARE, CITTADINANZA.
La presentazione alla Camera dei Deputati

Di Tommaso Rondinella

Roma 16 maggio 2006

. Presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati è stata presentata un’indagine promossa dalla Campagna Sbilanciamoci! e dall’Associazione Nuovo Welfare riguardo la percezione che gli italiani hanno del fisco, del suo ruolo sociale, e della possibilità di utilizzare la leva fiscale per la realizzazione di migliori servizi per i cittadini.
Alla conferenza di presentazione hanno partecipato in veste di discussant l’economista Laura Pennacchi e il professore di scienze delle finanze de "La Sapienza" Ruggero Paladini.
Il sondaggio, effettuato su oltre 1200 italiani di tutte le regioni italiane, esprime un punto di vista diverso per certi versi inaspettato- sul rapporto tra gli italiani e le tasse e che può rappresentare un contributo importante di informazione e di analisi per le forze politiche, le istituzioni, gli studiosi. Sia Sbilanciamoci! che Nuovo Welfare si occupano da tempo di politiche fiscali, spesa pubblica, welfare e in questi anni hanno promosso analisi e sviluppato proposte concrete sul tema della fiscalità e dello stato sociale.
Dalla discussione è emerso come sia un errore frequente isolare la questione fiscale dal complesso delle politiche pubbliche che riguardano il funzionamento del Welfare e della pubblica amministrazione e dall’uso della spesa pubblica della sua efficacia e della sua efficienza- per il benessere della società. Troppo spesso ci si dimentica che quando si parla di tasse allo stesso tempo si parla di servizi, si parla di due facce inscindibili della stessa medaglia.
Ricordava Laura Pennacchi come sia ancora viva nelle parole delle destre l’idea della tassazione come di una gabella estorta a forza da uno Stato usurpatore, come nel "pensiero unico" che ha caratterizzato la scena politica occidentale degli ultimi venti anni si sia cercato di ridurre le tasse al fine di ridurre al minimo anche il ruolo dello Stato. Allo stesso modo, come emerge chiaramente dalla ricerca presentata, si è visto come lo slogan "meno tasse per tutti" si sia nella pratica realizzato in "meno tasse per i più ricchi".
Al fine di recuperare una percezione reale del rapporto tra tasse e welfare, ha fatto notare Paladini come sia necessario un lavoro non solo di comunicazione e sensibilizzazione, ma anche pedagogico a partire dalle scuole.
I risultati che emergono dalla ricerca mostrano un popolo che è d’accordo per il 92% a che le tasse siano progressive e che riconosce il valore del fisco come strumento necessario per far funzionare il sistema paese (74%). Tuttavia molti meno sono gli intervistati che vedono nella tassazione una forma di redistribuzione della ricchezza (55%).
Sul lato delle proposte concrete portate avanti da Sbilanciamoci! e Nuovo Welfare i risultati emersi sono molto significativi.
In generale il 58% preferirebbe una situazione con più tasse e più servizi, contro il 29% dell’ipotesi inversa.
Oltre il 60% degli italiani ritiene inoltre auspicabile sostituire il bonus-bebè con una politica di potenziamento degli asili nido, il 76% è favorevole ad un incremento dell’aliquota per l’ultimo scaglione di reddito, ovvero quello oltre i 100.000 euro, e il 67% è d’accordo ad una tassazione al 23% delle rendite finanziarie. Attorno al 70 per cento si trovano anche le preferenze per una reintroduzione della tassa di successione e per l’implementazione di una serie di tasse di scopo, da quella sul commercio d’armi, a quella sui diritti televisivi dello sport spettacolo, da quella sui sacchetti di plastica a quella sui "gipponi".
Va infine rilevata la denuncia di Andrea Baranes (CRBM) riguardo l’assenza dell’Italia (unico tra i grandi paesi europei) dal gruppo di 43 paese che sta studiando la possibilità di istituire tasse globali per intervenire su quelle questioni, globali appunto, che non possono essere appannaggio di un singolo paese, e che ha già portato all’approvazione di una tassa sui voli per l’acquisto di medicinali nel sud del mondo in Francia, Cile e Brasile. Sarebbe auspicabile che l’Italia quantomeno partecipasse alla discussione.

Rassegna stampa su “Giustizia Fiscale, Welfare e Cittadinanza

Un articolo dal Corriere della Sera (19 maggio 2006)
Un articolo apparso su Liberazione (17 maggio 2006)
Un articolo sull’indagine di Sbilanciamoci! in “Rassegna Sindacale” (24 marzo 2006)
Un articolo apparso sul Sole24ore (22 marzo 2006)

Agenzie su Giustizia Fiscale, Welfare e Cittadinanza

Un lancio di Agenzia (Redattore Sociale) (16 maggio 2006)
Un lancio di Agenzia (ANSA) (16 maggio 2006)

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