Un nuovo percorso per il rispetto dei diritti umani in Europa

Il Parlamento Europeo ha approvato il 14 febbraio scorso la risoluzione presentata dall’eurodeputato Vittorio Agnoletto sulla "Clausola dei diritti dell’uomo e della democrazia". Un valido strumento per affermare la dignità della persona umana negli accordi commerciali dell’Unione Europea.

CHE COS’É LA CLAUSOLA DEI DIRITTI DELL’UOMO E DELLA DEMOCRAZIA

La Clausola dei diritti dell’uomo e della democrazia negli accordi dell’Unione europea , istituita dieci anni fa, è una clausola inserita in tutti gli accordi commerciali tra l’Unione europea e i Paesi terzi che vincola i contraenti al rispetto dei diritti umani, pena sanzioni progressive, fino alla rescissione dell’accordo .

Fino ad oggi questa clausola è stata quasi sempre applicata nei confronti di paesi poveri, i così detti paesi Acp (Africa, Caraibi e Pacifico), non ha invece mai avuto valore per gli accordi con Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Cina (solo per citare alcuni esempi) o per le violazioni commesse all’interno della stessa Europa .

Il Parlamento europeo (PE), rendendosi conto delle lacune della clausola nella sua forma attuale, ha incaricato Vittorio Agnoletto di migliorarla. Negli ultimi mesi l’eurodeputato della Sinistra unitaria europea ha lavorato sul progetto, organizzando anche due momenti di confronto con la società civile italiana ed europea (rispettivamente a Roma il 21 settembre e a Bruxelles il 17 ottobre 2005) ai quali hanno, tra gli altri, partecipato: Amnesty International, ARCI, ARCI Gay, CISL, CTM Altromercato, FIOM, Gruppo Abele, Istituto Mario Negri, Magistratura Democratica, Manitese, Osservatorio italiano sulla salute globale, Rete Lilliput, Save the Children, Sbilanciamoci, Social Watch, Terranuova, Terre des Hommes, Valori.

Martedì 14 febbraio 2006, nel corso della sessione plenaria, il PE approverà la risoluzione Agnoletto a larga maggioranza. La Commissione europea presieduta da José Manuel Barroso dovrà ora attenersi a quanto deciso dal PE inserendo la clausola in ogni negoziato commerciale .

CHE COSA CAMBIA CON LA RISOLUZIONE AGNOLETTO

L’elemento di novità principale è il fatto che il Parlamento europeo non è «più disposto a dare il proprio parere conforme a nuovi accordi internazionali che non contengano una clausola relativa ai diritti dell’uomo e alla democrazia» . Ciò significa che, rispetto al passato, il Parlamento europeo bloccherà qualsiasi accordo proposto dalla Commissione europea che non contenga tale clausola.

Le altre modifiche prevedono:

l’estensione della clausola ai rapporti tra UE e tutti i Paesi, per tutti gli accordi commerciali, anche quelli settoriali (ad esempio in materia di prodotti tessili, agricoltura) e alla responsabilità delle multinazionali;

il maggiore coinvolgimento del Parlamento europeo nelle fasi di negoziazione e gestione degli accordi; il PE parteciperà al Consiglio di Associazione (ndr organismo di nomina governativa che rappresenta le parti dell’accordo e sovrintende all’applicazione dello stesso);

la consultazione tra le parti dell’accordo, che specifichi quali debbano essere i meccanismi politici e giuridici da applicare in caso di richiesta di sospensione della cooperazione;

la reciprocità della clausola: non solo l’Europa chiede ad un Paese terzo il rispetto dei diritti ma anche quel Paese potrà eventualmente segnalare violazioni che si verificano in Europa (v. caso di Ceuta e Melilla, sbarchi e Cpt a Lampedusa, sgomberi delle comunità Rom);

il ruolo diffuso della società civile nella fase di studio, nella pre-negoziazione e in quella di monitoraggio e il ruolo particolare per leONG internazionali nel chiedere la valutazione della sospensione di tale accordo o l’adozione di altre misure appropriate;

l’istituzione all’interno dei Consigli di Associazione di sottocommissioni sui diritti umani (con la partecipazione delle associazioni) incaricate di verificare il rispetto della clausola democratica e proporre azioni positive di miglioramento della democrazia e i diritti umani;

la raccomandazione affinché la costituenda Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali abbia un peso nei processi di verificae più in particolare nel monitorare la coerenza tra le dichiarazioni di politica generale dell’Unione Europea sui diritti fondamentali e il rispetto della nuova clausola democratica, indicando eventuali misure per migliorare tale coerenza.

Segui questo link per scaricare la relazione finale sulla clausola

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