La truffa del cinque per mille

La proposta di introdurre la possibilità di devolvere il 5 per mille delle proprie tasse al volontariato, alla ricerca scientifica, ai Comuni è una trovata pubblicitaria e una trappola. Questa è una vera truffa in salsa umanitaria e compassionevole, una vera cortina fumogena dietro la quale c’è solo la distruzione del welfare, del senso e della dignità pubblica e magari la speranza di raccattare qualche soldo per tappare i buchi dei conti pubblici fatti da questo governo.

La proposta di introdurre la possibilità di devolvere il 5 %1000 delle proprie tasse al volontariato, alla ricerca scientifica, ai Comuni è una trovata pubblicitaria e una trappola. E’ una trovata pubblicitaria, volta a conquistare qualche titolo di giornale, salvo poi probabilmente, e lo speriamo- rimanere nel cassetto, inapplicata ed inapplicabile. E’ una trappola perché con una mano irretisce il volontariato con qualche briciola donata dai contribuenti e dall’altra si tolgono ai contribuenti (e al volontariato) ingenti risorse destinate ai servizi sociali, alla sanità, all’assistenza con cui il volontariato fa ogni giorno i conti cercando di rattoppare le falle di un welfare sempre meno rispettoso dei diritti delle persone. Da notare che la misura prevede per il contribuente la possibilità finanziare attività sociali svolte dal Comune di residenza. Da una parte si tagliano del 6,7% le spese ai comuni, dall’altra si prevede che possano incassare qualche beneficenza dai loro abitanti.

E’una trovata pubblicitaria come lo fu la de-tax nella finanziaria di due anni fa (anche allora c’era Tremonti), misura per la quale il ministro dell’Economia si auspicava di essere ricordato in futuro. Allora de-tax prevedeva la possibilità per i consumatori di destinare l’1% del valore degli acquisti fatti in appositi negozi convenzionati ad iniziative di solidarietà. Dopo qualche giorno dall’annuncio della mossa, si scoprì che non era l’1% sul valore del bene, ma sull’Iva, cioè l’1% del 20%, ovvero lo 0,20%: su 100 euro di spesa, ben 20 centesimi alla lotta alla fame nel mondo, una presa in giro. A due anni di distanza, la de-tax è, per fortuna, lettera morta, un’autentica bufala, frutto di un’idea compassionevole e opzionale della solidarietà. Tra l’altro la normativa sulla de-tax prevedeva che fosse il ministero dell’Economia a fare le liste delle province dove attuare la sperimentazione, nonché a selezionare (immaginiamo con quali criteri trasparenti) le organizzazioni non profit che potevano beneficiarne.

Stesso scenario sembra profilarsi per la norma contenuta in finanziaria del 5%1000 a favore del volontariato. Stessa amplificazione mediatica grazie all’effetto-annuncio, analoga opacità nelle regole, medesima non applicazione. Il meccanismo di questa norma sembra quello dell’8%1000 previsto dalla legge 222 del 1985 (la legge per il finanziamento della/e Chiesa/e), di cui Tremonti fu ispiratore quando era uno dei consiglieri di Craxi. Il nuovo provvedimento potrebbe prefigurare una situazione simile alla gestione dei fondi che con la legge del 1986 vanno a finire allo Stato (quando i cittadini praticano l’opzione alla dichiarazione dei redditi), con l’8 x 1000. Cioè, la norma prevederebbe un fondo generale di tutte le somme allocate dai contribuenti con il 5%1000, che poi verrebbero distribuite ad iniziative, organizzazioni, attività decise da una speciale commissione, che nel caso dell’8 x 1000 fa riferimento alla Presidenza del Consiglio, e in questo caso al Ministero dell’Economia. Come per la de-tax, stessa discrezionalità: l’art. 45 della finanziaria prevede infatti che il ministero dell’Economia- di concerto con le altre amministrazioni- preveda le modalità di richiesta, le liste dei soggetti ammessi al riparto e le modalità del riparto delle somme stesse. Se eliminiamo per un momento dal discorso il volontariato, il fatto che la ricerca scientifica e le attività sociali dei Comuni vengano finanziate con la beneficenza, mentre vengono tagliate ad entrambe i fondi pubblici, la dice lunga sulle scelte del governo.

Ma siamo proprio sicuri, poi che questi soldi – se mai si avvierà il meccanismo- andranno al volontariato, alla ricerca, ai Comuni? E’ da ricordare – come ha fatto Sbilanciamoci! con una sua ricerca: si veda: www.sbilanciamoci.org – che l’80% dei fondi dell’8 x 1000 che per legge (sempre la 222 del 1985) dovrebbero andare alla lotta alla fame nel mondo, ai beni culturali, vengono utilizzati per finanziare le missioni militari (tra cui quella in Iraq): lo stesso potrebbe succedere in questo caso, visto che per esigenze di spesa pubblica (come è stato per l’8 x 1000) si potrebbero stornare i fondi per altre urgenze ed esigenze.

Il meccanismo in sé potrebbe avere anche legittimità e un suo senso, introducendo un meccanismo trasparente e libero con cui i cittadini scelgono di sostenere le organizzazioni non profit, di volontariato, della politica diffusa. Ma non è questo il caso: questa è una vera truffa in salsa umanitaria e compassionevole, una vera cortina fumogena dietro la quale c’è solo la distruzione del welfare, del senso e della dignità pubblica e magari la speranza di raccattare qualche soldino per tappare i buchi dei conti pubblici fatti da questo governo.

Giulio Marcon

Campagna Sbilanciamoci!

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Sbilanciamoci.org I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons 3.0
Informativa sull'uso dei cookie
// Powered by Botiq.org