Il Governo fa morire la cooperazione allo sviluppo

Si sono conclusi il forum alternativo e il presidio di protesta promossi dalla campagna Sbilanciamoci! e dalle ONG in occasione del’apertura ufficiale delle Giornate per la Cooperazione del Ministero Affari Esteri. Presentato il "dossier sullo stato della cooperazione allo sviluppo italiana".

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Senza cambio di rotta, addio Obiettivi del Millennio
A Firenze si è chiuso il Forum alternativo sulla Cooperazione
della campagna Sbilanciamoci!

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Si sono conclusi il Forum Alternativo della Cooperazione Italiana e il presidio di protesta organizzati dalla campagna Sbilanciamoci! e dalle ONG nel capoluogo toscano per denunciare la vergognosa situazione in cui si trova la cooperazione allo sviluppo italiana.

Mercoledì 26 ottobre, dalle 17.30 alle 20 alla Sala Incontri di Palazzo Vecchio, sono intervenuti i rappresentanti delle associazioni, delle campagne, delle ONG, degli enti locali, dei sindacati, per parlare dello stato della politica pubblica di cooperazione internazionale e chiedere al governo italiano di cambiare rotta nelle politiche di aiuto allo sviluppo. Nel corso del forum è stato presentato inoltre il "Dossier sulla cooperazione allo sviluppo 2006", i cui dati parlano chiaro e riassumono lo stato di sfacelo in cui versa l’aiuto pubblico allo sviluppo del nostro Paese e il totale disinteresse italiano verso il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio.

Basti pensare che mentre l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) nel mondo è aumentato nel 2004 fino al livello più alto mai raggiunto – 78,6 miliardi di dollari, con un incremento del +4,6% tra il 2003 e il 2004, e del +4,3% tra il 2002 e il 2003 – la tendenza italiana è invece del tutto opposta: -15,3% dal 2002 al 2003 e -9,7% tra il 2003 e il 2004. L’Italia stanzia in cooperazione soltanto lo 0,15% del Pil e scende così tristemente dal penultimo all’ultimo posto nella classifica dell’OCSE che considera il rapporto APS/PIL dei paesi industrializzati. La Finanziaria 2006 poi, dopo i copiosi tagli dell’anno precedente, riesce a peggiorare ancora la situazione prevedendo ulteriori 152 milioni di taglio sul fondo a dono, cioè sulle vere risorse disponibili per la cooperazione, che passano da 552 a 400 milioni. Una condizione che non permetterà più di finanziare settori come: il Fondo Globale per la lotta all’AIDS, la Malaria e la Tubercolosi, il Fondo Speciale FAO per la Sicurezza Alimentare, il Piano d’Azione per l’Acqua, il sostegno al processo di pace in Palestina.

Per esprimere tutto il disaccordo con questa politica Sbilanciamoci! assieme alle ONG toscane ha organizzato anche un presidio di protesta in Piazza della Signoria ed un’invasione pacifica del Salone de’ Dugento a Palazzo Vecchio proprio quando il Ministero degli Affari Esteri ha aperto ufficialmente le Giornate per la Cooperazione celebrando i ‘successi’ degli interventi italiani nel mondo.

I manifestanti hanno pacificamente "invaso" la sala dove si svolgeva un Forum sulla "Proposta italiana ed europea per gli Obiettivi del Millennio", al quale fra gli altri partecipavano il sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica, il direttore generale della Cooperazione Italiana, Giuseppe Deodato e i rappresentanti dei Paesi appartenenti al Gruppo dei 77.

Per informazioni e aggiornamenti consulta la SALA STAMPA VIRTUALE:
http://www.metamorfosi.info/met_sbilanciamoci_sala_stampa.asp

Le proposte della Campagna Sbilanciamoci!:

· Portare entro il 2009 i fondi per la cooperazione allo sviluppo allo 0,7% del Prodotto Interno Lordo
· Rispettare gli impegni presi in sede internazionale per la realizzazione degli Obiettivi del Millennio per la riduzione della povertà e la lotta al sottosviluppo
· Creare un’Agenzia autonoma dal Ministero Affari Esteri per la gestione dei programmi di cooperazione allo sviluppo e dell’APS nel suo complesso.
· Riformare e snellire il funzionamento delle procedure amministrative della legge 49 del 1987 sulla cooperazione allo sviluppo. Adottare una relazione sintetica di consuntivo che ne garantisca la trasparenza.
· Separare la cooperazione allo sviluppo da ogni commistione con il sostegno alle imprese e da ogni subalternità alla politica estera e militare del paese.
· Ritirare le truppe militari d’occupazione dall’Iraq e destinare alle agenzie dell’ONU l’equivalente impegno finanziario finalizzato alla ricostruzione del paese
· Abrogare la legge Bossi-Fini, chiudere i CPT e destinare i fondi corrispondenti a politiche di integrazione, formazione e di cooperazione con le comunità dei paesi d’origine dei migranti
· Ridurre del 20% le spese militari dell’Italia e destinarle a politiche di cooperazione allo sviluppo
· Rispettare entro il 2005 gli impegni presi con la legge del 2000 sulla cancellazione del debito


































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