04-09-2005 – Chiude il Forum di Corviale


Comunicato Stampa – 04-09/2005

 

Marcon: “Dall’economia del privilegio alla società dell’eguaglianza solo con una nuova cultura politica”
Chiude il Forum di Sbilanciamoci! “L’impresa di un’economia diversa”
Le richieste emerse dalla quattro giorni altermondialista del Corviale

“L’impresa di un’economia diversa”, la terza edizione del Forum della Campagna Sbilanciamoci!, chiude i lavori con un messaggio chiaro e forte che proviene direttamente dalla società civile del nostro paese con il pieno supporto delle analisi e degli studi dei cosiddetti economisti altermondialisti. La sintesi dei quattro giorni di lavori presso la periferia romana del Corviale è lineare: passare dall’attuale economia del privilegio alla società dell’eguaglianza è possibile, gli strumenti esistono già, ad oggi manca solo la volontà politica necessaria a questa inversione di tendenza.

“I numerosi interventi di questi giorni hanno ribadito come le politiche economiche e finanziarie del nostro paese siano completamente da rivedere”, dice Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci!. E’ necessario mettere al centro un modello di sviluppo nuovo che sappia coniugare modernità e qualità sociale affinché si realizzi una società fondata sull’innovazione, la ricerca, la solidarietà, l’eguaglianza.” E le tante associazioni e reti che promuovono Sbilanciamoci! hanno le idee chiare a proposito.

Continua Marcon: “La spesa pubblica, la piena realizzazione di un welfare dei diritti e un federalismo solidale sono motori ineludibili di tale processo di sviluppo economico e sociale. Negli ultimi anni ingenti risorse sono state gettate al vento delegittimando il sistema fiscale e orientando la spesa in maniera approssimativa e clientelare. Per questo crediamo sia indispensabileavviare sperimentazioni nell’ambito dell’altra economia, dello sviluppo sostenibile, di consumi e comportamenti economici all’insegna dell’equità, della compatibilità ambientale, dell’etica individuale e collettiva.” Le richieste in tal senso sono frutto di anni di elaborazione scientifica, la campagna nasce nel 1999, e destinatari naturali sono la politica parlamentare e il governo del paese.

Una nuova fiscalità per superare il declino

Sbilanciamoci! afferma la necessità di una nuova politica fiscale fondata principalmente sull’adeguamento della tassazione delle rendite finanziarie, su una adeguata tassazione dei patrimoni immobiliari, sull’introduzione di una serie di tasse di scopo per colpire consumi e produzioni dannose. Tutto ciò accompagnato da una seria politica di lotta all’evasione fiscale e di allargamento della base fiscale. Ma serve anche una rinnovata politica per le imprese. Allora può diventare di estrema importanza promuovere le ‘imprese responsabili’ e cercare una maggiore trasparenza nel sostegno alle imprese all’estero, reintroducendo una vera punibilità del falso in bilancio. E’ utile inoltre pensare ad una nuova legge sui distretti industriali ed offrire un pieno sostegno a tutte le forme di sviluppo locale e di autoimprenditorialità sociale.

Estensione dei diritti e coesione sociale attraverso un solido welfare

Servono una serie di misure per lottare contro la povertà e l’esclusione sociale sempre più devastante nel nostro paese. Ad iniziare dal diritto alla casa, passando dalla costruzione di 3000 asili nido e nuovi edifici scolastici, per arrivare alla chiusura definitiva dei CPT”. La campagna chiede il raddoppio delle risorse per il Fondo per le Politiche Sociali e la creazione di strutture alternative alla detenzione e alla sanità penitenziaria. Altri capitoli importanti sono l’abolizione degli incentivi fiscali e diretti alla previdenza integrativa e la fine delle compensazioni alle imprese per la perdita del TFR. Viene rifiutata inoltre la “direttiva Bolkestein” e crediamo che la difesa dell’acqua come bene comune sia di centrale importanza per la costruzione di un mondo migliore.”

L’’ambiente’ giusto per il benessere dell’umanità

Sul tema ambientale Sbilanciamoci! ha definito nuove politiche che prevedono un piano nazionale di risanamento e riqualificazione fondato sul risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, sulla promozione di forme di mobilità sostenibile ed efficiente, su un adeguato stanziamento di fondi per applicare il Protocollo di Kyoto, sul blocco delle cartolarizzazioni e sulla lotta all’abusivismo edilizio.

Le economie solidali per una politica di pace e di solidarietà internazionale

Una società senza guerra è perseguibile ad iniziare da una politica di disarmo. Sbilanciamoci! chiede allora la riduzione del 20% delle spese militari e il blocco della costruzione di nuovi sistemi d’arma, azzerando il finanziamento alle missioni in Iraq e in Afganistan e sostenendo la riconversione dell’industria bellica e il servizio civile nazionale per i ragazzi e le ragazze. Chiede anche la cancellazione del debito dei Paesi del Sud e di portare entro il 2009 la quota di Aiuto Pubblico allo Sviluppo allo 0,7% del PIL, e di concentrarsi nell’attuazione degli Obiettivi del Millennio proposti dalle Nazioni Unite. Altri punti vincolanti sono la riforma della Banca Mondiale secondo principi di democratizzazione e di regole di solidarietà del commercio internazionale, a partire da un pieno sostegno al commercio equo e solidale e alle forme diffuse di finanza etica.

Una nuova cultura politica è necessaria. A partire dalla prossima finanziaria

Per Sbilanciamoci! queste scelte di indirizzo e queste misure concrete devono essere accompagnate da un fare diverso, ridando un senso alle regole, cambiando le priorità. E’ necessario interrompere la privatizzazione delle public utilities, soprattutto in ambito locale. Bisogna rimettere al centro i diritti del lavoro, bloccando i processi di precarizzazione introdotta prima dalla riforma Treu e poi aggravata drammaticamente dalla legge 30. Il patrimonio pubblico è una risorsa, non va svenduto, ma riqualificato e valorizzato. A livello internazionale l’Italia deve recuperare il suo ruolo di pace, impegnandosi per il ripudio della guerra, per la democratizzazione delle Istituzioni Internazionali. In questo contesto le future leggi finanziarie, ad iniziare dall’attuale possono dare un contributo all’inaugurazione di una nuova politica economica e finanziaria del paese, atta a fronteggiare la grave situazione economica e a rilanciare un modello di sviluppo diverso fondato sulla qualità, la sostenibilità, l’equità.”

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