03-09-2005 – CGIL: “L’Unione metta la politica industriale al centro del suo programma”

Comunicato Stampa – 03/09/2005

CGIL: "L’Unione metta la politica industriale al centro del suo programma"

Dopo Rifkin, prosegue al Corviale il Forum "L’impresa di un’economia diversa" Da Sbilanciamoci! le proposte per un nuovo intervento pubblico nell’economia

Il ritorno del pubblico nell’economia del nostro Paese. Proseguono con questo tema i lavori della III edizione del Forum "L’impresa di un’economia diversa", la contro Cernobbio della campagna Sbilanciamoci! che si tiene al Corviale di Roma. Mentre sul lago di Como vengono presentate le ricette neoliberiste dimostratesi fallimentari, nella periferia del Corviale emergono esperienze alternative e concrete di sviluppo economico e sociale sostenibile.

"E’ necessario iniziare a discutere al più presto del programma dell’Unione" ha affermato Marigia Maulucci, Segretario Nazionale CGIL "E inserire al suo interno un chiaro impegno al rilancio dell’industria e dell’economia del Paese. Insomma si tratta di ricostruire quella politica economica completamente assente negli ultimi dieci anni".

Luciano Gallino, professore Emerito di Sociologia all’Università di Torino, precisa "Non esiste nessun paese avanzato i cui poteri per una politica industriale siano cosi frammentati e incoerenti come in Italia. E’ quanto mai urgente ridare oggi allo stato un ruolo di coordinamento e di impegno diretto per una nuova politica industriale, anche rivalutando le componenti migliori dell’esperienza delle partecipazioni statali. L’arretratezza del nostro sistema economico in termini di ricerca e sviluppo non si risolve soltanto con più risorse ma soprattutto con un modello che, come accade in altri paesi, è governato a livello centrale. In questo gli Stati Uniti sono molto più statalisti di noi. "

"Ciò di cui abbiamo bisogno è un regolamentato processo di reali liberalizzazioni sostenute da un efficace ed equo sistema di welfare in grado di attutire il costo sociale di queste trasformazioni" ha specificato Marcello Messori, economista della Fondazione Di Vittorio "In realtà il nostro è un capitalismo bloccato, in cui c’è bisogno di più stato e più mercato. Le rigidità non sono nel mercato del lavoro, sin troppo flessibile, ma nella classe dirigente e nel capitale, che opera in comparti protetti i quali danno luogo a rendite". "Le imprese contemporanee stanno operando per compromettere la propria sopravvivenza a lungo termine" ha concluso poi Gallino.

Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci! sostiene che: "In questi anni le politiche neoliberiste hanno cercato di demolire il ruolo dello Stato e di limitare l’azione pubblica ad una funzione residuale a favore del mercato e del settore privato". "A livello locale, come a livello globale – ha proseguito Marcon – la campagna Sbilanciamoci! propone un nuovo spazio per l’intervento pubblico in economia (nella programmazione e nella produzione, nella ricerca e nella formazione, nel sostegno all’innovazione e alle politiche territoriali) e una politica fiscale che accentui il principio di progressività e colpisca le rendite, per superare le diseguaglianze con nuove regole nelle relazioni economiche e nel commercio internazionale". Sempre secondo Marcon per fare questo "Sono necessari una maggiore spesa sociale e l’allargamento del welfare. Occorre potenziare il Fondo per le Politiche Sociali per garantire l’universalità dei diritti, istituire un fondo per il diritto allo studio, sviluppare adeguate politiche di genere, difendere i beni comuni".

"Dobbiamo immaginare scenari di una società diversa" ha commentato Laura Balbo, sociologa già Ministro per le Pari Opportunità "In una società di forti squilibri sociali, etnicizzata, e segnata da una pesante illegalità , è necessario ricostruire una classe dirigente motivata dall’interesse pubblico".

Domani le conclusioni finali del Forum, con un dibattito su politiche e pratiche del cambiamento. Attesi gli interventi dell’economista Vandana Shiva, una delle più importanti ispiratrici dei movimenti critici con il modello di globalizzazione attuale. Fra gli altri parteciperanno anche Majid Rahnema, già Ministro della Cultura dell’Iran, Ambasciatore del paese all’Onu e fondatore dell’Istituto per lo Sviluppo Locale e Aminata Draore Traoré, già Ministro per la Cultura del Mali scrittrice e coordinatrice del Forum Sociale Africano.

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