Oltre Maastricht

Dal 1997 il Patto di Stabilità domina lo scenario economico europeo. L’accordo stipulato tra paesi-membri dell’ Unione Economico Monetaria fissa, tra l’altro, il valore massimo del rapporto deficit/PIL al 3% e prevede piena indipendenza della Banca Centrale Europea per la politica monetaria. A Milano sabato 16 aprile, un seminario con MALCOM SAWYER dell’Università di Leeds per analizzare debolezze teoriche e conseguenze sul piano occupazionale e della crescita economica a 7 anni di distanza dalla sua adozione.

Seminario pubblico

 OLTRE MAASTRICHT, PER UNA NUOVA POLITICA ECONOMICA EUROPEA

MILANO SABATO 16 APRILE 2005 – ORE 14.30-18.30

CASA DELLA CULTURA - VIA BORGOGNA 3

Dal 1997 lo scenario economico europeo è dominato dal Patto di Stabilità, un accordo tra i paesi-membri dell’UEM (Unione Economico Monetaria) che prevede, tra l’altro, il valore massimo del 3% per il rapporto deficit/PIL e la piena indipendenza della BCE (Banca Centrale Europea) nella conduzione della politica monetaria, a sua volta avente l’esclusivo obiettivo di contenimento dell’inflazione. La filosofia economico-politica sottesa al Patto di Stabilità è quella del neo-monetarismo e del neo-liberalismo economico, secondo cui la politica economica (sia fiscale sia monetaria) non può avere effetti positivi sull’economia reale nel lungo periodo per cui si deve affidare ai banchieri centrali il controllo dell’inflazione e nel contempo si possono adottare solo politiche di sfrenata flessibilizzazione del mercato del lavoro per ridurre il cosiddetto tasso "naturale" di disoccupazione. Le conseguenze sono la sostanziale inesistenza di margini di manovra per i singoli stati, la cui unica preoccupazione deve essere quella di rispettare i famosi "parametri" e di adottare le "riforme strutturali", e l’attribuzione di enormi poteri alla BCE al di fuori di qualsiasi controllo politico e democratico. Malgrado il sostanziale fallimento del Patto di Stabilità, dimostrato non solo dai bassissimi tassi di crescita e dalla ripresa della disoccupazione dal 2001 in poi, ma anche, paradossalmente, da tassi di inflazione più elevati di quelli programmati, con la Costituzione Europea del 2004 il Patto stesso, così come il Trattato di Maastricht, diventano parti integranti della legge fondamentale europea (per i paesi aderenti alla UEM). Nel contempo, si assiste ad una discussione sulla possibilità di rendere il Patto stesso più flessibile senza metterne adeguatamente in discussione le premesse teoriche
Ad ormai 7 anni di distanza dall’adozione del Patto è necessario rivelarne tutte le debolezze teoriche e le conseguenze che ne sono derivate sul piano, innanzitutto, dell’occupazione e della crescita economica. Ma, soprattutto a sinistra, è ancor più necessario ed urgente disegnare un orizzonte alternativo per le politiche economiche europee che parta non solo dal superamento delle camicie di forza determinate da qualsivoglia regola numerica tra deficit e PIL, ma includa concrete prospettive di coordinamento delle politiche economiche nazionali e di sviluppo di un’adeguata politica economica europea, con conseguente ristrutturazione del bilancio della UE. Le politiche economiche espansive possono avere un effetto notevole nell’ambito di un’economia fortemente integrata come quella europea e possono contribuire allo sviluppo delle zone più arretrate del continente che, contrariamente a quanto spesso propagandato, sono sempre più escluse dai processi economici determinanti dalle libere forze del mercato. E’ quindi possibile pensare ad una politica economica europea che punti alla piena occupazione e alla crescita economica sostenibile ed equa.

IINTERVENGONO: MALCOM SAWYER (Università di Leeds, GB) – ALESSANDRO SANTORO (Università di Milano
MARIA SCIANCATI (Segreteria Fiom Milano) – LUIGI VINCI (già deputato europeo, pres di Alternative Europa)

PROFILO DI MALCOM SAWYER

Malcom Sawyer, Full Professor of Economics presso l’Università di Leeds, è tra i principali esponenti del pensiero economico eterodosso europeo, curatore, con Philip Arestis, tra l’altro, dell’Elgar companion to Radical Political Economy. Tra i suoi interessi di ricerca vi sono: i) gli ostacoli intellettuali ed istituzionali alla piena occupazione; ii) lo sviluppo del pensiero economico post-keynesiano, con particolare attenzione alle implicazioni macroeconomiche delle distorsioni dei mercati; iii) la natura e il ruolo dei mercati, con particolare riferimento al socialismo di mercato; iv) il pensiero economico di Kalecki. Tra i molti scritti di Sawyer, si possono ricordare quelli di più recente pubblicazione che hanno attinenza con l’oggetto dei seminari e che sono frutto della collaborazione con Philip Arestis: 1) Making the Euro work, pubblicato su Challenge, vol. 46., 2003, in cui si argomenta la necessità di superare le regole di limitazione del deficit oggi vigenti e di riattribuire la sovranità delle politiche macroeconomiche ai governi europei.
2) Reinventing Fiscal Policy, pubblicato sul Journal of Post-keynesian economics, vol. 26, 2003, in cui si critica l’approccio monetarista motivando l’efficacia delle politiche fiscali e di spesa pubblica.
3) The Economics of the Third Way, pubblicato su Brazilian Journal of Political Economy, vol. 21, 2001, in cui si critica la terza via del New Labour definita come ‘neoliberismo dal volto umano’.
4) An Alternative Stability Pact for the European Union, con K. Mc Cauley, pubblicato su Cambridge Journal of Economics, vol. 25, 2001, in cui si delineano le prospettive di un Patto per la piena occupazione, la crescita e la stabilità alternativo.

ORGANIZZANO:  Fiom Milano – Associazione Culturale Punto Rosso – Associazione Alternative Europa – Attac-Milano

PER INFORMAZIONI: ASSOCIAZIONE CULTURALE PUNTO ROSSO – FORUM MONDIALE DELLE ALTERNATIVE

VIA MORIGI 8 – 20123 MILANO – ITALIA – TEL. 02 874324 TEL. E FAX 02 875045 – e-mail: pr@puntorosso.it
 www.puntorosso.it














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