Italia: tra

Questo il titolo dell’iniziativa  che si terrà questa sera giovedì 10 febbraio a Milano presso la Casa della Cultura in Via Borgogna, 3. Interverranno Pierluigi Bersani (DS), Giulio Marcon (Sbilanciamoci!) e Marcello Messori (Fondazione Di Vittorio). Nell’ambito del ciclo di incontri "Privato è bello. Pubblico è meglio?".


Giovedì 10 febbraio 2005, ore 21.00 – Casa della Cultura, via Borgogna 3, Milano (M1 San Babila)

Italia: tra "rischio declino" e nuovo sviluppo

PIERLUIGI BERSANI (Parlamentare europeo DS)

MARCELLO MESSORI (Direttore Fondazione "Di Vittorio)

GIULIO MARCON (Sbilanciamoci!)

introduce STEFANO CARTA
coordina GIOVANNI PETRINI

PUBBLICO E PRIVATO, STATO E MERCATO

Negli ultimi anni si è assistito alla parziale o totale penetrazione del Privato in ambiti della nostra società in cui per decenni si è avuta una gestione monopolistica da parte dello Stato. Soltanto recentemente, tuttavia, questo tema sta entrando nel dibattito politico italiano.

Il nostro paese, abituato ad una gestione pubblica centralistica ed esclusiva, si trova adesso di fonte a novità importanti in settori centrali quali la fornitura di energia e telefonia, la sanità, l’istruzione e il mercato del lavoro; ma con quale consapevolezza?

Al centro dell’arena politica viene posta, più come dogma che come oggetto di discussione, l’utilità della concorrenza tra pubblico e privato. I sostenitori dell’apertura dei servizi sociali e pubblici ai privati sostengono che questa operazione comporti un adeguamento del sistema pubblico alle regole di efficienza e di efficacia del mercato, e tout-court riduca gli sprechi e migliori la qualità del servizio. Secondo questo ragionamento, quindi, dalla coesistenza Pubblico/Privato trarrebbero vantaggio tutti gli attori in campo: le imprese private, che potrebbero allargare le fonti di guadagno; i cittadini che avrebbe servizi minori e a minor prezzo; l’Amministrazione Pubblica che riuscirebbe a risparmiare risorse e ad attrarre nuovi consensi.

Al di là della questione della sostenibilità economica di alcune riforme, la discussione politica sembra non affrontare in maniera approfondita le radici di questa trasformazione. Il vero obiettivo da centrare attraverso la riflessione e il dibattito dovrebbe essere proprio il significato e le ragioni del ricorso al Privato.

Alcune domande semplici ma stuzzicanti possono essere utili:

Il Pubblico è necessariamente portatore di sprechi e scarsa qualità? Esistono esempi che smentiscono questa ipotesi?

Il Privato comporta solo vantaggi o anche pericoli concreti? Quali sono questi pericoli?

L’interesse della Collettività può essere garantito da enti che fanno legittimamente dell’interesse privato il proprio obiettivo?

Ha ancora senso identificare la "cosa pubblica" con lo Stato Nazionale, visto che ci si muove sempre più in un’ottica europea, da un lato, e federalista dall’altro?

Quali contributi possono giungere a questo dibattito dalle esperienze sempre più numerose in tutta la penisola, di partecipazione diretta e autorganizzazione "dal basso" dei Cittadini?

In sintesi, quali possono e devono essere il significato, il ruolo e le regole del Pubblico nel nuovo secolo?

Questi sono quesiti che senza dubbio vanno posti all’attenzione dell’opinione pubblica nel loro complesso e nella loro complessità. Per contribuire a far ciò vorremmo dar vita a questo ciclo di incontri, convinti che la cosa peggiore sarebbe quella di accettare acriticamente lo sviluppo delle privatizzazioni e il contemporaneo recedere della sfera pubblica come l’unica via possibile al progresso e alla soddisfazione dei bisogni sociali.

ubblico e Privato, Stato e Mercato


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