14-10-2004 – Rapporto 2005/5 – IMPRESA E SOLIDARIETA’


SCHEDA 5 – IMPRESA E SOLIDARIETA’

Il modello di sviluppo praticato finora – energivoro, consumistico, individualista – è finalmente in crisi: le risorse non sono infinite, il degrado ambientale e i conflitti sociali hanno ricadute a livello planetario. La crisi riguarda anche il sistema industriale italiano, impoverito e squalificato dalla logica del "mordi e fuggi" per cui non si punta su qualità e innovazione, ma si investe in borsa e si precarizza il lavoro. Sbilanciamoci! vuole rilanciare l’intervento pubblico come strumento di un’economia diversa, fatta di ricerca, programmazione, regole, davvero capace di promuovere lo sviluppo secondo criteri di eticità e sostenibilità. Sbilanciamoci! propone inoltre un maggior controllo sull’operato delle imprese che dia senso concreto al concetto di responsabilità sociale, con interventi a favore delle filiere etiche, dei distretti di economia solidale, degli "appalti verdi" nelle Pubbliche amministrazioni.

Le proposte in dettaglio

  • AUTO-IMPRENDITORIALITÀ : sostegniperle aree urbane degradate e il Mezzogiorno

Stanziare 500 milionidi euro per un programma di erogazione di incentivi, crediti e finanziamenti agevolati per la creazione di piccole imprese e posti di lavoro nelle aree urbane degradate e nel Mezzogiorno. L’impatto stimato è di circa 5.000 piccole imprese e 25.000 posti di lavoro legati all’economia locale.

  • RICERCA E INNOVAZIONE : finanziamento CNR e messa in ruolo dei precari

1 miliardo di euro per rilanciare la funzione e i progetti del CNR e garantire la messa in ruolo di 1.500 ricercatori precari. L’Italia è oggi ai gradini più bassi della graduatoria europea. La ricerca può essere il volano per la ripresa di uno sviluppo di qualità nel paese e per le nostre grandi imprese, ma solo il settore pubblico ha i mezzi e le risorse per fare investimenti strategici in questo settore.

  • RIDUZIONE IVA CAFFÈ DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE: dal 20 al 10%

500.000 euro per finanziare i prodotti del commercio equo e solidale, portando l’IVA dal 20 al 10%. Il commercio equo ha avuto in questi anni uno sviluppo significativo: sono nate nuove botteghe, i prodotti vengono venduti anche nella grande distribuzione, con un impatto positivo sulle condizioni di vita di migliaia di lavoratori nel Sud del mondo.

  • RIDUZIONI FISCALI PER GLI ACQUISTI SOLIDALI: far crescere i GAS

Appena 500.000 euro di stanziamento per sostenere la nascita dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale). In questi mesi stanno nascendo decine di GAS che attivano esperienze di approvvigionamento e di distribuzione di beni di consumo primario. Tale esperienza ha il pregio di far crescere un approccio responsabile ed etico al consumo, di calmierare i prezzi, di combattere povertà e disagio sociale in un approccio comunitario e solidale.

  • INCENTIVI ALLA CREAZIONE DEI DES: sostenere l’economia solidale nel territorio

Si vuole sostenere con un finanziamento di 5 milioni di euro la creazione o sviluppo di almeno 100 Distretti di economia solidale, in almeno 10 regioni italiane. I Distretti di Economia Solidale (DES) possono rappresentare il volano per lo sviluppo di un’economia diversa, che si rapporta ad obiettivi e strategie di sviluppo locale.

  • SOSTEGNO ALLA FINANZA ETICA : un credito diverso

2,5 milioni di euro come incentivo per quei soggetti di finanza etica che svolgono l’istruttoria sociale e ambientale dei progetti economici. Ciò potrebbe tradursi in una deducibilità fiscale di queste spese.

  • LEGNO ECO-CERTIFICATO : premiare i comportamenti virtuosi

25 milioni di euro come agevolazione fiscale a favore delle imprese del settore legno e carta che utilizzino materia prima eco-certificata o proveniente dal recupero dei rifiuti dotate di adeguata certificazione.


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