14-10-2004 – Rapporto 2005/3 – ENERGIA E MOBILITA’


SCHEDA 3 – ENERGIA E MOBILITA’

Le politiche ambientali in Italia sono tardive, emergenziali e poco lungimiranti. Se è vero che ognuno di noi può e deve adottare comportamenti virtuosi, è dovere delle istituzioni fare leggi, costruire politiche, investire, incentivare. Preso atto che il petrolio non è inesauribile, è sempre più caro e altamente inquinante, Sbilanciamoci! ritiene che sia urgente una politica energetica diversa. Dobbiamo sganciarci dalla dipendenza dal petrolio e prepararci alle scadenze del protocollo di Kyoto. E’ necessario incentivare l’adozione di fonti rinnovabili di energia, nel privato come nel pubblico, e investire su strategie di mobilità sostenibile che riducano l’uso dei mezzi privati, di cui l’Italia detiene il record (negativo) in Europa.

Le proposte in dettaglio

  • MOBILITÀ : per vivere meglio

370 milioni per contrastare l’inquinamento atmosferico, la congestione da traffico e migliorare la qualità urbana ed ambientale delle nostre città. Proponiamo di finanziare provvedimenti volti a favorire una mobilità urbana sostenibile: piste ciclabili, car sharing, taxi collettivi, conversioni vecchie autovetture a metano e benzina, piani urbani.

  • CONTABILITÀ AMBIENTALE : una partita doppia per le risorse naturali

Un onere ridottissimo, pari a 1 milione di euro perché tutte le pubbliche amministrazioni possano approvare ogni anno, contestualmente ai documenti di programmazione economico-finanziaria e di bilancio, i documenti di contabilità ambientale relativi alla sostenibilità ambientale dello sviluppo.

  • PROTOCOLLO DI KYOTO : investire subito per recuperare il ritardo

E’ necessario stanziare da subito, così come calcolato dall’attuale Ministero dell’Ambiente, 2500 milioni di euro, per riorientare i nostri consumi energetici privilegiando le fonti rinnovabili e disincentivando il ricorso a quelle fossili e all’incenerimento di rifiuti. Contrariamente agli obiettivi indicati negli accordi di Kyoto, in Italia sono le fonti fossili di energia a godere ancora dei più larghi sostegni economici pubblici.

  • FOTOVOLTAICO : lanciare l’energia pulita per eliminare le centrali inquinanti

Con un investimento pubblico di poco meno di 110 milioni di euro (a copertura del 50% dei costi di installazione), si potrebbe promuovere la nascita di circa 15 mila impianti, pronti a coprire il fabbisogno energetico annuale di altrettante famiglie (di 2-3 persone ciascuna). Si potrebbero così eliminare più centrali elettriche inquinanti (di medie dimensioni) e avvicinarsi agli obiettivi di Kyoto.

  • IMBALLAGGI, LATTA E VETRO : tornare al vuoto a rendere

30 milioni di euro da investire per un programma che già in Danimarca e Germania proibisce di acquistare prodotti con imballaggio a perdere. Il sistema dei “vuoti a rendere” consente di riutilizzare direttamente i materiali, senza i costosi processi di ri-trasformazione che avvengono nel caso del riciclaggio.

 

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