Approvato in Campania il Reddito Minimo di Cittadinanza

La legge (approvata il 28 gennaio scorso dal Consiglio Regionale della Campania) prevede 350 euro al mese alle famiglie, anche di fatto, con reddito annuo inferiore a 5 mila euro, con lo scopo di favorirne percorsi di inclusione sociale. Il contributo è esteso anche agli immigrati residenti da 5 anni. Si tratta di una sperimentazione triennale che oltre al contributo in denaro prevede misure di accesso gratuito ai servizi ed interventi individualizzati.

La legge (approvata il 28 gennaio dal Consiglio Regionale della Campania) prevede 350 euro al mese alle famiglie, anche di fatto, con reddito annuo inferiore a 5 mila euro, con lo scopo di favorirne percorsi di inclusione sociale. Il contributo è esteso anche agli immigrati residenti da 5 anni. Si tratta di una sperimentazione triennale che oltre al contributo in denaro prevede  misure di accesso gratuito ai servizi ed interventi individualizzati per i singoli componenti della famiglia, dalle borse di studio, all’affitto, ai trasporti.

Dovrebbero essere stanziati 77 milioni di euro con il bilancio 2004, ai quali potrebbe aggiungersi – se passerà una proposta di Rifondazione Comunista – una somma analoga non investita per il 2003. Si ipotizza che le famiglie destinatarie del provvedimento saranno circa 30.000.

La regolamentazione della misura sarà di competenza della Regione mentre ai comuuni associati nei piani di zona saranno affidate la progettazione e la gestione organizzativa.

Soddisfazione dal mondo del settore e del volontariato per l’avvio del Reddito di cittadinanza in Campania.

“La Campania – ha ricordato Sergio D’Angelo, presidente del Consorzio Gesco, citando i dati Istat del dicembre 2003 sulla povertà e l’esclusione sociale nelle regioni italiane – è tra le regioni più povere d’Italia, con 453.584 famiglie povere (che hanno cioè una spesa mensile per consumi al di sotto della soglia di povertà) e un’incidenza di povertà pari al 23,5% di tutte le famiglie residenti (più del doppio della media nazionale, pari all’11%), mentre le persone povere sono ben 1.399.601, il 24,3% (rispetto al 12,4% della media nazionale). La nuova legge regionale, dopo l’annullamento da parte del Governo, della positiva esperienza del RMI, è perciò una risposta concreta alle persone socialmente più deboli, come i giovani, gli immigrati, le donne sole con minori a carico, le famiglie disagiate, i nuclei numerosi o quelli che comprendono soggetti in difficoltà. L’iniziativa della Regione Campania ci rafforza nell’impegno a sviluppare una forte mobilitazione sociale che si opponga con sempre maggiore incisività al progetto del Governo di ridurre ulteriormente la sfera sociale”.

Inevitabile il riferimento al Reddito Minino d’Inserimento, anche nella dichirazione del sindaco di Napoli, Rosa Russwo Iervolino: “L’approvazione da parte della Regione Campania – ha dichiarato il sindaco – della legge sul reddito di cittadinanza costituisce un fatto estremamente positivo e va dato atto al Presidente Bassolino ed all’Assessore Buffardi di avere fortemente voluto questa misura. L’applicazione della legge servirà a dare una risposta a che vive in stato di estremo bisogno ed a bilanciare, per quanto possibile, la situazione drammatica che si è creata in città dopo l’abolizione del Reddito Minimo d’Inserimento. Al di fuori da ogni polemica va comunque constatato che, mentre la Regione Campania – prima in Italia, e questo le fa molto onore – dà una risposta alle situazioni di estremo disagio, il Governo, malgrado le promesse fatte ai Sindaci di aprire un tavolo di trattative sul RMI, non ha finora assunto alcuna iniziativa”. 

Anche le Acli di Napoli plaudono all’approvazione definitiva della legge, salutandola come una “legge di giustizia e dignità, che dà a molte famiglie povere la speranza di una vita più sicura e decorosa”, secondo le parole del presidente provinciale delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, Pasquale Orlando. “Il nostro sogno – ha concluso Orlando – è che un domani nessuno abbia più bisogno di ricorrere a misure come queste: per questo invitiamo Bassolino e l’assessora con delega alle politiche del lavoro e della formazione, Adriana Buffardi, a proseguire nella difficile strada intrapresa: una formazione migliore e realmente riqualificante per chi è fuori dal circuito del lavoro ed il massimo sostegno in ogni tentativo di ricerca di occupazione


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