It’s business, baby! Investimenti ed espansione del sistema penitenziario

E’ il presidente Ronald Reagan, a metà degli anni Ottanta, a dare impulso alla privatizzazione del sistema penitenziario americano; nel 1988 una apposita Commissione presidenziale raccomanda l’estensione della privatizzazione delle carceri, incentivando forme di finanziamento e di costruzione diretta degli istituti da parte di privati. Oggi sono circa 145.000 le persone detenute nelle carceri private (erano 15.300 nel 1990), gestite da vere e proprie società dai nomi indicativi: Group 4 Total Security Ltd., Detention Corporation, Incarceration Group, Societé carcerale Mickey Mouse Ltd.. Sono le multinazionali della sicurezza, quelle che non hanno nessun interesse nell’eventuale abbassamento del tasso di detenzione (gli Stati Uniti hanno il tasso di carcerazione più alto fra i Paesi occidentali, 700 detenuti su 100.000 abitanti). Né hanno interesse, per esempio, a punire un dipendente colpevole di maltrattamenti: il detenuto ha valore in quanto è inserito nell’azienda-carcere, che deve dimostrare i suoi numeri e far quadrare i conti.

E in Italia cosa succede?

 

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