Campagna 2005 – Le politiche pubbliche su immigrazione e asilo

Le politiche pubbliche su immigrazione e asilo

Il contesto

Non è un mistero: la legislazione in materia di immigrazione e asilo e le conseguenti scelte di spesa sono state prioritariamente rivolte a contrastare gli ingressi e il soggiorno irregolare piuttosto che a garantire un inserimento sociale dignitoso dei cittadini stranieri nel nostro paese.

Dal 2002, la pubblicazione dei rapporti di monitoraggio sulla spesa pubblica in materia di immigrazione e asilo da parte della Corte dei conti, ha contribuito a portare alla luce dati e informazioni che per i comuni mortali (associazioni, parlamentari, amministratori locali) continuano ad essere irraggiungibili.

Intanto la Corte dei conti ci informa sugli stanziamenti complessivi suddividendoli tra politiche di contrasto (costruzione dei cpt, esecuzione delle espulsioni, accordi con paesi terzi) e politiche di sostegno all’immigrazione. La lettura incrociata dei tre rapporti pubblicati sino ad oggi ci permette di ricostruire la situazione come segue. 

Riepilogo spesa pubblica sull’immigrazione. Anni 2002-2004

 

Esercizi finanziari

Politiche di sostegno

%

Politiche di contrasto

%

Totale

%

2002

63.404.004,00

49

65.469.100,00

51

128.873.104,00

100

2003

38.617.768,00

19

164.794.066,00

81

203.411.834,00

100

2004

29.078.933

20

115.467.102

80

144.546.135

100

Totale

131.100.705,00

27,5

345.730.268,00

72,5

476.831.073,00

100

 

Fonte: Lunaria su dati della Corte dei conti  Programma di controllo 2002-2003-2004

I dati parlano da soli: tra il 2002 e il 2004 solo il 27,5% della spesa pubblica nazionale sull’immigrazioe è stata destinata alle politiche di sostegno, mentre la spesa nelle politiche di contrasto, pari al 72,5% nei tre anni, ha fatto la parte del leone.

Andiamo allora ad approfondire come è stato speso questo 72,5%

Spese per acquisizione, costruzione e gestione CPT. Anni 2002-2004

 

Capitolo di spesa

2002

2003

2004

Totale riga

M.I. 2356 Spese per l’individuazione, l’attivazione, l’acquisizione e la gestione dei centri di permanenza e quelli di accoglienza per stranieri irregolari. Spese per interventi a carattere assistenziale, anche al di fuori dei centri stessi. Spese per interventi di protezione umanitaria.

46.777.981

51.023.164

49.747.351

147.548.496

M.I. 7352 Spese per la costruzione, l’acquisizione, il completamento e l’adattamento di immobili destinati a centri di permanenza temporanea e assistenza, di identificazione e di accoglienza, per gli stranieri irregolari e richiedenti asilo, nonché spese relative ad interventi di manutenzione straordinaria e per compiti di studio e tipizzazione

12.390.000

80.100.000

45.090.000

137.580.000

Totale colonna

59.169.983

131.125.167

94.839.355

285.128.496

 

Fonte: Lunaria su dati della Corte dei conti  Programma di controllo 2002-2003-2004

Una buona parte della spesa "per le politiche di contrasto" (82,47%) ha finanziato l’attivazione, costruzione e gestione dei centri di permanenza temporanea, è stata cioè rivolta a un’esigua minoranza, non solo dei cittadini stranieri presenti nel nostro paese, ma anche dei cittadini stranieri colpiti da un provvedimento di espulsione. Non solo: ma al massimo il 48% delle persone trattenute nei cpt è stata effettivamente rimpatriata. Vale a dire: meno della metà dei trattenimenti nei cpt hanno garantito l’esecuzione del provvedimento di espulsione (motivo che sta al fondamento della loro istituzione).

Dati su persone trattenute nei CPT e persone rimpatriate anni 1999-2004

!

1999

2000

2001

2002

2003

2004 *

Persone trattenute

8.847

9.768

14.993

18.625

14.223

11.883

Effettivamente rimpatriate

3.893

(44%)

3.134

(31,1%)

4.437

(29,6%)

6.372

(34,2%)

6.830 (48%)

5.688

(48,1%)

 

Fonte: Lunaria su dati della Corte dei conti  Programma di controllo 2002-2003-2004

*il dato si riferisce al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2004

Dell’altro 40% dei più di 345 milioni di euro spesi per le politiche di contrasto, sinora la Corte non è riuscita a ricostruire un quadro completo.

Sappiamo che esistono accordi con paesi terzi per il supporto alla lotta all’immigrazione "clandestina" attraverso la formazione della polizia di frontiera, la costruzione di centri molto simili ai cpt, l’invio di attrezzature, ma la stessa Corte dei Conti afferma che "una ricostruzione esaustiva della totalità dei costi ingenerati dagli accordi sinora stipulati non risulta praticabile" (Programma di controllo 2004, pag.33). A titolo puramente indicativo, la Corte informa che nell’esercizio finanziario 2003 sono stati impegnati 7.110.403,97 euro in favore della Tunisia, 5.548.895,31 euro in favore della Libia e 5.055.194,58 euro in favore della Nigeria. Mentre nel 2004 la cifra impegnata in questo campo (cap. 2765 legge finanziaria) è di 14.200.000,00 di euro.

Inoltre ci sono le spese per l’esecuzione dei rimpatri (noleggio vettori, personale di polizia che esegue l’accompagnamento). Anche di queste sappiamo ben poco. Solo nell’ultimo rapporto la Corte ha fornito alcune cifre sull’anno 2003: in questo anno lo Stato ha speso per i rimpatri (mezzo aereo + nave) 12.472.118,90 euro, 63.833,77 euro per la somministrazione di pasti e 229.801,58 euro per il trasporto ai cpt o alle questure, per un totale di 12.765.754,25 euro.

Le proposte

Il contesto sopra descritto, sia pure molto sommariamente, non richiede solo qualche piccolo spostamento di risorse da un capitolo all’altro del bilancio dello Stato. E’ evidente che serve un vero e proprio cambiamento di rotta, impossibile se innanzitutto non viene profondamente mutato il segno delle politiche migratorie e sull’immigrazione. Il che significa innanzitutto: abolizione della legge Bossi-Fini, apertura di ingressi regolari attraverso il superamento del meccanismo delle quote di ingresso e chiusura dei CPT, la cui inefficacia è ormai evidente a tutti. Non è un caso se i Presidenti di ben 13 regioni italiane si sono riuniti in un forum che chiede la loro chiusura.

Ma già dalla prossima legge finanziaria potrebbero essere introdotti cambiamenti utili e rilevanti.

In primo luogo sarebbe necessario aumentare il livello di spesa in materia, sceso nel 2004 del 29% rispetto al 2003, riportandolo perlomeno a 200 milioni di euro complessivi.

Eliminando i finanziamenti per l’attivazione, costruzione e gestione dei Cpt, sarebbe possibile aumentare considerevolmente il budget destinato alle politiche di inserimento sociale (Fondo politiche migratorie) portandolo almeno a 100 milioni di euro.

Sarebbe inoltre necessario scorporare i trasferimenti destinati alle regioni per le politiche sull’immigrazione dal resto delle politiche sociali introducendo nuovamente un vincolo di bilancio, vincolo abolito con la legge finanziaria 2003.

Vi sono poi delle emergenze che dovrebbero richiamare l’attenzione del Governo.

In primo luogo la necessità di aumentare la voce di spesa destinata a finanziare il funzionamento della Commissione Centrale per il Riconoscimento dello Status di rifugiato (da aprile affiancata da 7 commissioni decentrate), che negli ultimi anni ha avuto un budget di bilancio ridicolo pari in media ad appena 810.000 euro. Proprio il decentramento della procedura richiede maggiori risorse: si propone di portare questa voce di spesa almeno a 15 milioni di euro.

In secondo luogo l’emergenza abitativa che colpisce ormai anche molti cittadini italiani, risulta ancora più grave per i cittadini stranieri. Un finanziamento di 70 milioni di euro per sostenere la costituzione di fondi di garanzia locali per facilitare la locazione, potrebbe consentire l’anticipazione della copertura del versamento della caparra (4.500 euro) per 15.500 cittadini stranieri.



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